"Voglio rifugiarmi sotto il Patto di Varsavia/voglio un piano quinquiennale, la stabilità". E per chi alla Tav preferisce la Transiberiana Torino-Vladivostok

пятница, декабря 09, 2005

Epurato mon amour: nella Tv Popolare c'è posto per tutti!

Ah! cari compagni, sapeste quanto è piacevole passarsi una serata di svacco proletario davanti alla televisione in questo periodo! Infatti da quando è passato l'editto sull'emittenza radio-televisiva, l'etere è stato sovieticamente risistemato da quel guazzabuglio di reti più o meno commerciali. L'alacre lavoro di meninigi della nostra nomenklatura ha partorito la ri-nascita di tre reti rigorosamante di stato (e badate bene, non pubbliche!), tre come il numero perfetto, ma anche come i capisaldi della nostra Guida, il compagno Fausto, ovvero: il sigaro, la giacca di velluto e i contadini del Chiapas. Ebbene eccole qua. Il Canale Stella Rossa, quello istituzionale, affidato alle sapienti mani dell'oscuro "compagno Straccio", solido come un Tupolev e sobrio come una divisa dell'Armata Rossa, è un canale prettamente di informazione: notiziari e discorsi del Soviet Supremo a rotazione, nonchè una seconda serata sbarazzina con i più bei interventi di Fidel Castro alla tv cubana, richiestissimi dal pubblico, e le corrispondenze di Gianni Minà dalle oasi socialiste sparse per il globo. Il secondo canale, invece, diretto dal luminoso cranio di Sandro Curzi si chiama Tele Kabul (finalmente!) ed è la rete più sperimentale e d'avanguardia: giornalismo d'inchiesta alla nord-coreana, dibattiti intellettualoidi, monografie sui mille complotti orditi dai servizi segreti bulgari, nonchè il reality di grande successo "La miniera", dove un gruppetto di ostaggi statunitensi deve sopravvivere per almeno 35 anni lavorando, presso una miniera appunto, alle stesse condizioni di vita dei minatori inglesi della prima Rivoluzione Industriale. Ed infine viene il terzo canale, la vera chicca: Tele Santoro, ossia 24 ore non-stop di monologhi dell'epurato per eccellenza della tv italiana, Michele Santoro, solo davanti alle telecamere con un pubblico di manichini da sartoria pronti ad intervenire per infiammare il "dibattito". E la radio? Un'unica emittente "d'acciaio", Radio Militanz: cori della marina sovietica, motivetti balcanici dei partigiani di Tito, i migliori discorsi ai compagni albanesi di Enver Hoxa, reading delle più belle pagine di Marx e Mao e tanto e tanto rumore d'officina, per i patiti dell'industrial e degli Einstürzende Neubauten. E ora, alzi la mano chi ha più nostalgia del digitale terrestre e di Mediaset? Se non è un paradiso questo...

1 Comments:

Anonymous Анонимный said...

Tv Sur la tua Tv
Chavez avverte che nonostante le differenze (e diffidenze) che corrono fra i diversi governi, compresi quelli di sinistra, questo inizio di secolo apre una prospettiva senza precedenti alla "seconda liberazione bolivariana". "Prima eravamo solo due diavoli - dice alludendo al Venzuela e a Cuba - ora non siamo più isolati. Non vogliamo esportare le nostre rivoluzioni, ma chiediamo ascolto per le nostre proposte; e cominciamo a ottenerlo: creare una petrosur che metta insieme, in una sola potente società, il potenziale energetico venezuelano, argentino, boliviano, e - perché no? - in prospettiva anche messicano (viva Mexico, come si fa a pensare all'America Latina senza quel paese?); creare una Banca centrale comune, per sottrarre i milioni di nostri dollari alla gestione delle banche statunitensi che poi ce li prestano a caro prezzo; costruire un Fmi subcontinentale; inventare una emittente comune, Tv Sur, per contrastare l'egemonia culturale di Hollywood".

7:11 PM

 

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